Questo sarà un 25 aprile differente. Dovremo stare lontani per forza di cose ma saremo uniti nonostante tutto nel ricordare la Liberazione e nel condividere versi, riflessioni, disegni, storie di famiglia.
Cittadini e cittadine, famiglie, insieme ai più piccoli, siete invitati a raccontarci il vostro #25APRILEINCASA.
Potete inviare il materiale alla pagina Facebook del Comune oppure alla mail 25aprilefornovo@gmail.com
Grazie, Signora Franca!
Franca Anselmi, Riccò

Bella Ciao alla finestra! #25aprileincasa
Grazie, Maria Elena Adorni!
Francesco Pavesi
Una toccante riflessione su questo tempo difficile ed il ricordo di due partigiani: Giuseppe Pavesi "Mantovani" ed Ezio Spinetta


Giulio Varacca racconta il suo #25aprileincasa
I valori del 25 Aprile...
365 giorni l'anno!
Grazie, Riccardo!
#25aprileincasa

Grazie a tutti voi!
Una Bella Ciao che ci ha lasciato senza fiato: siamo commossi e riconoscenti
Buon XXV Aprile da Tito!

Bella ciao alla finestra: via della Sacca era tutta alla finestra a cantare!
Grazie, Sara Calzi!
#25aprileincasa
siamo liberi senza saperlo
Video realizzato da Sara :-)

Sara Sclafani interpreta "Fischia il vento"
Favole raccontate dall'Associazione Culturale "La Pergamena"
25 Aprile
Cristina Signifredi
Favola: 25 Aprile
Cari bambini, tanti anni fa ci fu una guerra terribile che in Italia terminò il 25 aprile 1945. La fine della guerra fu un momento di grande gioia e di liberazione. Le persone poterono, finalmente, incontrarsi ed abbracciarsi di nuovo. Anche noi, una volta vinta la guerra contro il Corona virus, ci incontreremo e ci abbracceremo di nuovo .Saremo felici e liberi proprio come allora. Ma, dovete sapere che durante la seconda guerra mondiale il papà di Robertino, il Sig. Anselmo, fu strappato dai soldati tedeschi dall’affetto della sua famiglia per andare a lavorare nelle zone belliche. Il suo compito era cercare tra le macerie se ci fossero degli oggetti che potessero essere utilizzati. Robertino e il suo papà erano molto uniti. Non immaginate, quindi, nemmeno lontanamente la sofferenza che i due provarono quando li separarono. Il bimbo, ogni sera prima di addormentarsi, gli scriveva una letterina e poi la nascondeva in una scatolina legata con uno spago, così gli sembrava di averlo accanto.
Pure al Sig. Anselmo, mancava tanto il suo bambino e non passava giorno che non pensasse a lui.
Gli anni passavano e i due, padre e figlio, rimanevano sempre lontani.
Un giorno accadde una cosa assai strana. Il Sig Anselmo, nello scavare tra le macerie, trovò un oggetto che gli fece sentire il suo bimbo molto vicino, anche se in realtà era tanto lontano. Era una penna col calamaio, proprio come quella che il Sig. Anselmo aveva regalato a Robertino pochi mesi prima di partire per la guerra. il Sig. Anselmo, istintivamente, si strinse al petto la penna col calamaio e rivide il volto sorridente del suo bambino.
In quell’istante, arrivò la notizia che la guerra era finita. Così il Sig. Anselmo poté tornare a casa dalla sua famiglia e ad abbracciare il suo bambino , il quale nel frattempo era diventato grande, ma non aveva dimenticato il suo papà. Era il 25 aprile 1945.
Il Tricolore
di Morena Canali
Durante le vacanze estive un gruppo di bambini si incontrarono al mare, in spiaggia per trascorrere qualche ora insieme.
Si salutarono ed iniziarono a raccontare le loro avventure, vissute durante il periodo invernale, parlarono della scuola, dello Sport, ognuno di loro aveva fatto il proprio cammino. Si erano impegnati molto durante l'inverno, cercando di dare il meglio di sé per riuscire poi a godersi le vacanze estive.
Andrea, Sonia, Marcello, Giulia, Carlo, Valerio, decisero anche di pranzare insieme e trascorrere l'intera giornata in compagnia.
Ad Andrea venne una brillante idea per il pomeriggio, giocare tutti insieme sulla spiaggia con le palline.
Terminato il pranzo si misero a fare la pista, la fecero lunga, tortuosa, presero le palline tutte colorate e si misero a giocare, ognuno di loro voleva vincere. Giocano per ore e... alla fine, si classificano i primi tre! Incredibile ma vero, il primo posto, fu per Andrea con la pallina verde (colore della Speranza), il secondo posto per Giulia con la pallina bianca (colore della purezza), il terzo posto invece spetto' a Carlo con la pallina Rossa ( colore del sacrificio), bellissimi vederli sul podio con le palline colorate: verde, bianca e rossa, un podio "patriottico" con i colori della nostra bandiera italiana.
I bambini erano felici e fieri di avere realizzato un gioco di squadra, si sentivano liberi di esprimere il proprio entusiasmo che ha colorato, per qualche istante la spiaggia, accarezzata dalle onde del mare. Viva l'Italia e la libertà!
LA FATA TRICOLORE
tema musicale consigliato Il Barbiere di Siviglia ouverture G. Rossini9 aprile 2020di Paola Mazza
C’era una volta,
una bellissima Fata che si vantava sempre della purezza delle sue ali.
Un giorno il Vento decise di farle uno scherzo, così, con una folata improvvisa la sospinse in un campo di papaveri.
Da quel momento, la Fata Bianca divenne anche un po’ rossa ed un po’ verde, tanto che le amiche Fate la soprannominarono “Fata Tricolore”.
Quel nome ricordava il vessillo di una grande Nazione, molto importante per storia, arte, cultura e tanto altro ... così la Fata si sentì invitata a compiere una missione.
Con la sua bacchetta magica, azzurra, sfogliò libri e libri, finché un giorno trovò la sua pagina preferita.
Era un testo insolito ed anche se era una pagina di diritto ricordava i saggi insegnamenti di una favola.
In particolare, la Fata Tricolore fu incuriosita dal principio di uguaglianza.
Per le Fate non si poneva il problema, da sempre vivevano tutte con pari dignità, ma per gli uomini si vede che non era proprio così, se qualcuno aveva scritto che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di razza eccetera, eccetera, eccetera.
La Fata Tricolore per spiegare meglio questo principio ai bambini pensò ai colori, unici nella loro bellezza, ma tutti uguali come i sentimenti ed il valore dell’umanità e soprattutto imprescindibili l’uno dall’altro.
La Fata Tricolore a quel punto ringraziò il Vento, poiché le aveva aperto gli occhi su un colorato giardino di “fiori pungenti” e molto altro, così decise di rimanere per sempre la Fata Tricolore e di tenere con sé quel magico libro chiamato Costituzione Italiana.
Disegni di Annamaria Berselli
Ho combattuto nella polvere e nel fango
Ho combattuto nella polvere e nel fango
Nel bosco e nel campo
Ho combattuto nella neve e nel gelo
Sulla vetta e sul sentiero
Ho combattuto sotto il filo spinato
Il mio sangue odora del prato
Ti aspetto vecchia dalla mantella nera
Ti porto un fiore macchiato di sangue e sudore
Alle finestre e sui balconi vedo sventolare il mio Tricolore.
Gianni Pierotti
Capogruppo Alpini Fornovo di Taro
Buon 25 Aprile da Spagnano
Posso solamente dire GRAZIE.
Grazie perchè senza questa data non avrei mai potuto essere come sono.Il 25 aprile, simbolo della liberazione dal nazifascismo, è simbolo di un'Italia piena di vita,unita da nord a sud,unita dalla sua storia,unita anche dagli animi di coloro che si sentono italiani senza avere la cittadinanza.
Il tricolore è di tutti colro che lo sentono vicini a sè.
BUON 25 APRILE ITALIA,TI SEI RIALZATA PRIMA, TI RIALZERAI ANCHE ADESSO!